Il Cilento

Il mare continua a farla da protagonista

LA COSTA CILENTANA

La costa cilentana è nota per la sua bellezza naturalistica e per la qualità delle acque di balneazione. Ogni anno molte località della costiera vengono premiate con le bandiere blu e le vele assegnate da Legambiente. Partendo da Agropoli in direzione sud la strada si snoda attraversando borghi, si affaccia sul mare mostrando spiagge, cale e scogliere a picco su un mare limpidissimo, e aprendo la vista a paesaggi davvero incantevoli. Castellabate, Punta Licosa, Ripe Rosse, Acciaroli, Casalvelino, Velia, Pisciotta, Palinuro, Camerota, solo per citare alcune località. Da segnalare a Santa Maria di Castellabate la Basilica di S. Maria De Giulia di stile romanico, il Santuario di S. Maria a Mare costruito su una cappella preesistente del XII sec., la Villa Matarazzo, tenuta estiva ottocentesca di nobili locali, si trasforma in salotto della cultura con l’organizzazione di convegni mostre e spettacoli. Punta Licosa offre una vasta area forestale su cui prospera la macchia mediterranea, con i suoi pini che si tuffano nel mare, al cui interno è situato un minuscolo borgo alle pendici del Monte Licosa e un’antica rocca.

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Una volta superata la pineta si ha l’accesso a tante piccole spiagge rocciose il cui mare antistante fa parte della riserva marina di Castellabate. La riserva, che conta una grande varietà faunistica, ha ospitato le uova deposte da una Tartaruga “Caretta Caretta”. Il nome Licosa. deriva dal greco Leukosia che significa “bianca”, e la leggenda vuole che Leukosia sia una delle tre sirene che Ulisse incontrò nel suo viaggio, nell’Odissea omerica. L’antica Elea-Velia sorse intorno al 540 a.C. grazie a degli esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell’attuale Turchia.

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Della città arcaica rimangono notevoli tracce sull’Acropoli dove è un insediamento con numerose case. Lungo il crinale dall’acropoli all’estremità occidentale delle mura piccoli santuari, luoghi di culto, altari, alcuni cippi votivi testimoniano il culto di Poseidone, Zeus, Kairos, Asclepio, Atena, Demetra, Era, Persefone. Ad età romana appartengono due complessi termali, il criptoportico, cioè un edificio pubblico costruito nel I sec. a.C. sede forse della scuola medica, ginnasio o palestra per la gioventù. Palinuro con le sue spiagge di sabbia finissima, è situata alla base di un promontorio ricco di caverne e grotte che si specchiano in un mare dai fondali limpidissimi. La Grotta Azzurra, lo Scoglio del Coniglio, la Baia del Buon Dormire, l’Arco Naturale, un monumento scolpito dalla natura.. Palinuro deve il suo nome, secondo la leggenda, al nocchiero di Enea che qui morì e fu sepolto.

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Scavi effettuati verso la metà del secolo scorso hanno portato alla luce una necropoli del VI secolo a.C. Gli oggetti che sono stati rinvenuti sono esposti all’Antiquarium posto all’estremità del paese, al disopra della spiaggia della Ficucella. Per via della natura carsica del suolo, Marina di Camerota è nota ai paleontologi per le interessanti grotte sparse per tutto il suo territorio, nella maggior parte delle quali, a partire dagli anni ’50 del ‘900, sono stati fatti importanti ritrovamenti archeologici, risalenti principalmente all’età della pietra.

Fonte: www.operatorituristiciagropoli.it

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